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Portici Poetici

PPSono parte di un tutto e col tutto condivido.
Grazie al Gruppo 77  – creatura di Alessandro Dall’Olio – credo sempre di più nella poesia come espressione e ritrovo al tempo stesso.

Lunedì 5 Maggio mi esprimerò a Bologna, ritrovandomi con Claudia Zironi ed Enea Roversi, altre due Anime del Gruppo, e con le musiche di Stefano Severi.

Di seguito, un assaggio, per invitarvi ad essere  parte del nostro tutto.

*

Giovane ricordo (di Claudia Zironi)

I miei buffi ricordi
scappano intorno
Li perdo di vista in un attimo
Il megafono della spiaggia
non avvisa
“si é perso un pensiero
di cinque anni fa
col costumino rosso”

Poi chiudo gli occhi
e ne trovo uno lì
pronto ad abbracciarmi
per il bacio della buonanotte

Ha i tuoi stessi occhi scuri
gli manca un dente,
così sorride meglio
quando mi vede
E fa i capricci
per stare con me nel lettone
Si addormenta quieto
succhiandomi il seno
e lì rimane fino al mattino

*

Corridoio (di Enea Roversi)

Scruto da dietro la porta, socchiusa.
Individuo lo sguardo di mio padre
riversarsi obliquo, dal letto bianco
ed uscire implorante dalla stanza.

Quello sguardo mi lambisce,
sfiora i miei vestiti,
tocca il mio corpo,
mi penetra inesorabilmente.

Sono nel corridoio, presenza inerme
con gli occhi lucidi e spenti
non so più che cosa è vero
se mai esiste la verità.

Cammino avanti e indietro
vulnerabile e goffo
fiaccato nei sentimenti
labile nei pensieri.

Sta tutto in questo spazio
il senso di ciò che siamo
ridicole, mutevoli ombre
mosse da sincronie casuali.

Dietro la porta, la stanza respira
calda di lattiginoso bagliore.
Un guscio fragile, crepato di speranze
la racchiude ogni notte, fino al mattino.

*

Brucomela (di Chiara Baldini)

È successo oggi, di corvée a Torino
(città che poi non ha del nostro)
che il Brucomela girando al Valentino
mi sia passato addosso, nel ricordo
di quell’altro sulla passeggiata estense
tra la gramigna e i papaveri assolati
che in testa mi scampanellano sempre
a Primavera. E con Lei di noi il ricordo.
È successo oggi: pensare a quanto fosse
forte in corpo il caldo. Io bozzolo, tu gigante.
È successo oggi: provare solo un attimo
la mancanza (prova, forse, di quel male
che scongiuro ancora) e destarmi nell’ora
dove siamo invertiti. Io gigante e tu bambino.

E sapere che la pena è tanta come
per il corpo che da più in alto cade.

 

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