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Io sono stata Forza

Io sono stata forza.

Noncurante del governo di Natura, Madre
sulle punte ho lasciato ballare la mente
per un palloncino di carne malvoluto.

 

Di gravità solo uno scherzo digerito:
la femmina infante, col fiato crudo.

D’inerzia solo il beccheggiare degli anni
sull’onda della pelle, al suo meglio matura.

Centrifuga, per viva evasione
del rimpianto insistente, oltre i pori. Voi, tutti.

Centripeta nell’accogliermi, pasta
lievitata in pizzo ad una scala, calcata in seno.

Ora morbida delle mie stesse mani, sì
ma ferma, in basso all’insieme alto
punto lo sguardo.

 

Non ho curato invero il bisbiglio
che Natura non mi aveva instradata
giusta alla grazia.

Io, sono stata forza.

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