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Io-papavero

19 Novembre 2013 | Senza categoria | no comments

C’è stato per me un innesco di narcisi, tempo fa.
E  poi c’è stato un solo papavero preso per la coda, che me lo ha ricordato.
Ma il peso delle cose ha cambiato il sapore.

Copyright © Chiara Baldini

Copyright © Chiara Baldini.

Io-papavero

1.

Invidio quelle ali scanzonate
nella stasi estiva che di me fa
solo un fossile in mare d’ambra.
Gazza ladra libera
spazzi l’aria, spugna d’opacità.
Non c’è scintilla in becco che rubi
l’occhio all’acquerello tutt’attorno
Non altro schiocco di vivo che spezzi
la caligine. Io troppo singola
goccia di rosso per tanto terreno.
Nel campo di grano un eremita
che medita di poco.

 

2.

Un petalo che cade
la vita passeggia. Forse è  saggezza.
Ho lasciato andare la testa indietro
e il mio berretto a sonagli così
s’è perso giocando un velo soffiato.
Mancanza è ma ancora
più salvifica fuga dal mio fermo
dove in gabbia dorata. Evasione
che m’ha fatto tossire nel diverso
e biancoblu del cielo
perfino un polline di libertà.

 

3.

Spiga, mia bionda dignità terrena
seppur serva del vento.
Geometria di linea riempi a solido
la passione che mi scorre in stelo.
Vicina a me tra mille e io a te
vicino nella lenta danza d’aria
ma tu nulla di me sai.
Figlio io di un solo seme
dal caso fatto a cavallo di piuma.
Triste giullare che trilla di sangue
per te.

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