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Buccia

30 giugno 2015 | poesia | no comments

Buccia - Maurits Cornelis Escher

Buccia – Maurits Cornelis Escher

Mi squami le pretese come si fa
col pesce. Mi rendi commestibile
donna, pacata che si dona in corpo
al corpo che da lei è altro. Mano
perfetta, che non mi affatica l’occhio
mentre orchestra il moto sul mio seno.
Poi lingua d’acqua che arrotonda il sasso
mio spinale, corso in cima. D’ogni mio
pensiero nato pesante, tu ala
coraggiosa al pendio ci abbandoni
e così mi porti aria alle narici.
Il fiato dello stare e dell’essere.
L’umanità che caparbia ho schifato
l’imperfetto che ora in me più amo.
Il neo petulante, la linea
del naso incline alla puzza, il giro
vita che fa gli anelli di Saturno.
Sei tu il pianeta nascosto in cui credi
s’io non so farlo. La rotondità
perfetta (detta di scienza) scarica
la forza e l’annulla. Fa calma, punto
zero, Terra pronta per il germoglio.
Sfera è tutto il buono con la sostanza.
E tu ne sei la polpa. Allora lascia
ch’io sia nel mio essere dritta, buccia
almeno, tuo scudo. Ruvida al vento
fuori. Solo per te dentro rivolta.

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